L’ex leader dell’opposizione spagnola sollevato dall’incarico rivela dove si annida il vero potere: tra gli oligarchi nazionali

DiEM25 Team

, Articoli

Permettere che Mariano Rajoy rimanga al potere oppure provocare una terza tornata elettorale. Queste le sole possibili scelte che l’ex segretario del Partito Socialista, Pedro Sánchez – in un’intervista andata in onda in prima serata la scorsa notte – ha detto gli furono prospettate dagli oligarchi dei grandi media e dell’imprenditoria.

Sánchez, sollevato dall’incarico in seguito ad una rivolta interna del Partito Socialista il primo ottobre, ha annunciato in lacrime le proprie dimissioni da membro del Parlamento lo scorso sabato. Dopo qualche ora, i deputati socialisti del suo partito si sono astenuti in un voto cruciale per permettere a Mariano Rajoy di esercitare un secondo mandato.

No significa no”

A seguito di due elezioni inconcludenti che tennero il Paese in uno stato di paralisi politica per almeno 10 mesi, Sánchez conservò la ferma opposizione del proprio partito ad un Governo di minoranza guidato dal Partito Popolare di Rajoy. Perseverò anche nel cercare di formare un Governo con altre forze progressiste in Parlamento; essenzialmente, una coalizione di sinistra assieme a Podemos con il supporto dei partiti indipendentisti catalani. Ma le pressioni aumentarono sia all’interno che all’esterno del Partito Socialista al fine di imporre a Sánchez una inversione ad U. Nelle ultime settimane, Sánchez è divenuto bersaglio di un feroce attacco dal principale quotidiano spagnolo, El País, che in una serie di editoriali lo ha definito uno “sciocco privo di scrupoli, che distruggerebbe il partito – che ha guidato in modo tremendo – piuttosto che ammettere il proprio enorme fallimento”.

Membri di primo piano del Partito Socialista, così come prominenti esponenti del passato del partito come Felipe González, hanno alzato la posta prendendo posizione pubblicamente contro il proprio Segretario Generale e dicendo che sarebbe stato meglio lasciare costituire un esecutivo a guida Rajoy piuttosto che andare a nuove elezioni.

Élites finanziarie e aziendali unite contro una coalizione di sinistra

La notte scorsa, nel corso dell’intervista, Sánchez, che divenne Segretario Generale del Partito Socialista dei Lavoratori Spagnolo nel giugno 2014, dopo aver vinto prime elezioni primarie in assoluto tenutesi nel partito, ha confermato che la sua campagna contro Rajoy “No significa no” ha dovuto affrontare le severe pressioni di El País.

Secondo Sánchez, i quadri del giornale – che è posseduto in comune da alcune tra le più potenti imprese spagnole, inclusa la banca più grande del Paese, gli dissero che qualunque potenziale alleanza in grado di formare un Governo con Podemos avrebbe conosciuto la più dura delle risposte.

Sánchez ha parlato anche di pressioni da parte di società appartenenti ad IBEX35, facendo il nome dell’ex AD della più grande compagnia telefonica della spagna – Telefónica – César Alierta, come uno di coloro che lo esortarono a lasciare al potere Rajoy. “Lui [Alierta] e altri hanno lavorato insieme per mantenere un Governo conservatore in questo Paese,” ha rivelato Sánchez. Ha anche detto che ci furono gruppi finanziari che lo pressarono per non formare un Governo con altre forze di sinistra, ma ha rifiutato di rivelarne le identità.

Che il vero potere politico risieda nel gotha finanziario ed industriale non sarà certo una notizia per molti spagnoli. Nondimeno, è piuttosto sbalorditivo che una tale “rivelazione” sia venuta da una persona che ha guidato fino a solo pochi giorni fa uno dei due maggiori partiti della nazione.

Pochi minuti dopo l’intervista di Sánchez, il Segretario Generale di Podemos ha dato atto su Twitter del coraggio del suo ex rivale socialista.

Iglesias ha a lungo protestato contro il dirottamento de facto del processo democratico da parte di oligarchi trinceati in una battaglia per la sopravvivenza sin dallo scoppio della crisi nel 2008.

Il futuro della Spagna: un Governo debole, un parlamento frammentato e Bruxelles che diviene sempre più insofferente

Mentre il Partito Socialista si disgrega come il PASOK in Grecia e Mariano Rajoy è costretto ad accellerare i tagli alla spesa pubblica ordinati da Bruxelles, è difficile capire come la Spagna possa riuscire, con un Parlamento frammentato, a resistere ai diktat della Troika.

Nel frattempo Sànchez ha annunciato la sua intenzione di viaggiare per il Paese nel tentativo di galvanizzare la base del suo partito e guadagnare nuovamente consenso per correre ancora.

 

Volete essere informati delle azioni di DiEM25? Registratevi qui!