MANIFESTO PROGRESSISTA PER L’ITALIA

DiEM25 Italia
giovedì, Gennaio 2, 2020, Articoli Press releases
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MANIFESTO PROGRESSISTA PER L’ITALIA


DiEM25 (Democracy in Europe Movement 2025) è il primo movimento politico transnazionale europeo. Il suo motto dirompente, “l’Europa verrà democratizzata oppure sarà distrutta”, nasce dal profondo dissenso alla umiliante terza ristrutturazione del debito Greco dell’estate del 2015. 

Da allora, due emergenze si sono imposte con prepotenza nel contesto internazionale: quella ambientale e climatica, divenuta consapevolezza collettiva, senza una adeguata risposta politica; quella sociale e lavorativa, con l’aumento delle disuguaglianze, della disoccupazione e della precarizzazione, conseguenze della delocalizzazione produttiva, del progresso tecnologico, della deflazione competitiva, della finanziarizzazione dell’economia e dello “Stato minimo”. L’incertezza e l’angoscia per il presente e il venir meno della speranza in un futuro hanno – in Italia come altrove – posto le basi per il crescente clima di neo-fascismo, razzismo e sovranismo. 

Molti dei problemi che viviamo e delle relative lotte vanno affrontati a livello continentale, se non internazionale; i vincoli europei condizionano pesantemente l’avvio di un reale processo di trasformazione dell’Italia. La svolta rispetto a questa situazione critica passa dunque in primo luogo per una rinascita dell’Unione Europea nel segno della solidarietà tra i Paesi, per un superamento delle politiche di austerità e per una gestione responsabile e congiunta dell’emergenza ambientale e sociale con politiche economiche incisive, gestite da istituzioni pubbliche più forti e democratiche.

Parità di genere, estensione dei diritti LGBTQIA+, cultura, tutela dell’ambiente, giustizia fiscale, sociale ed economica, difesa dei diritti fondamentali, rispetto per le diversità e riconoscimento dei diritti delle minoranze, degli ultimi e dei penultimi, legalità e trasparenza sono i nostri valori e le nostre ambizioni per l’Italia.  

Come ciò si realizza? Declinando nella realtà italiana la nostra Agenda progressista e il nostro Green New Deal per l’Europa, il programma per la riconversione verde dell’economia realizzato con un processo partecipativo.

 

La nostra azione politica persegue i seguenti obiettivi:


1. TRANSIZIONE ECOLOGICA


Vogliamo una politica economica che ponga come priorità gli investimenti per la transizione ecologica – finanziata attraverso l’emissione di Green Bond garantiti dalla Banca Centrale Europea (BCE) – che  moltiplichi gli stanziamenti in ricerca & sviluppo, che acceleri la decarbonizzazione e accompagni i conseguenti processi di riconversione aziendale, che sostenga le comunità nel progettare nuovi stili di vita e incentivi le pratiche agricole sostenibili e a chilometro zero.

Suolo, aria e acqua sono da considerare soggetti giuridici da proteggere e tutelare. I sistemi socio-economici e la salute di tutti noi dipendono dalla salute dell’ambiente, bene comune primario per la realizzazione dei diritti fondamentali della persona. Per questo vogliamo: 

  • Attuare il piano di contrasto al dissesto idrogeologico, essendo l’Italia al primo posto in Europa per eventi catastrofali del genere, attraverso investimenti nelle infrastrutture delle reti idriche,  nell’efficientamento energetico, nella messa in sicurezza sismica di tutti gli immobili pubblici, e attraverso incentivi ai privati perché operino nella stessa direzione.
  • Avere una gestione sostenibile del territorio, che inverta la tendenza al consumo di suolo, che promuova il riuso efficace degli immobili sfitti, dismessi e sequestrati, favorendo il rimboschimento e la riforestazione.
  • Varare una legislazione per l’economia circolare che induca la ri-pianificazione del ciclo di vita dei prodotti, della loro produzione e del loro consumo, con l’obiettivo di minimizzare gli scarti e il consumo di risorse non rinnovabili. 
  • Rigenerare le città, seguendo il modello di metabolismo urbano ciclico, che passa per l’incentivazione dell’agricoltura urbana e la gestione condivisa del verde pubblico, che progetta e incentiva la gestione partecipata dei sistemi abitativi di comunità, la mobilità sostenibile e integrata, l’aumento dell’efficienza energetica e la riduzione della produzione di CO2.
  • Tutelare e permettere a tutti di godere della bellezza del “museo diffuso” italiano, favorendo il ripopolamento delle zone interne e le pratiche agricole sostenibili e a chilometro zero.
  • Chiudere con i contributi alle energie fossili (circa 19 miliardi di Euro l’anno dallo Stato italiano), sanzionando severamente i soggetti responsabili dell’inquinamento e dei disastri ambientali.

2. DEMOCRAZIA NEL LAVORO E LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE  


Lottiamo per un mondo del lavoro democratico, inclusivo ed equo, che metta al centro la dignità delle persone che decenni di precariato e di neoliberismo selvaggio hanno soffocata. Per questo vogliamo:

  • Fare dell’occupazione giovanile stabile e di qualità l’obiettivo primario di tutte le politiche attive messe in campo. L’Italia non può rassegnarsi a una disoccupazione giovanile pari a circa un terzo della popolazione, al drammatico quart’ultimo posto al mondo per il valore dell’istruzione universitaria (cit. Ocse sett 2019), al vergognoso primato di NEET (Not in Education, Employment or Training), ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.
  • Incentivare un percorso di rientro dal divario salariale tra uomini e donne a parità di mansione, aumentare il tasso di occupazione femminile, traguardando la parità di genere anche nelle posizioni apicali. Riconoscere e redistribuire il lavoro di cura che ricade ancora sulle donne in maniera prevalente.
  • Incentivare per via legislativa e tramite la contrattazione collettiva la ripresa della dinamica salariale, incidendo sui livelli di reddito attraverso la riduzione delle forme contrattuali, l’abolizione di quelle precarizzanti, l’aumento dei salari minimi, la promozione della convergenza dei parametri retributivi a livello europeo e della riduzione del rapporto tra gli stipendi dei top managers e quelli medi.
  • Rafforzare la competenza di alto profilo nel settore pubblico come motore di trasformazione della Pubblica Amministrazione. Bisogna contrastare la sostituzione surrettizia di pubblici dipendenti con contratti a somministrazione, stage, false cooperative, esternalizzazioni e varie forme di precarietà, attraverso nuove assunzioni che favoriscano il ricambio generazionale e il lavoro femminile. 
  • Restituire tempo, qualità e spazi di vita alle persone, a parità di salario e attuare il Piano di Garanzia del Lavoro” che preveda anche eco-investimenti per la messa in sicurezza dei territori a rischio sismico e idrogeologico e  progetti di utilità sociale e cura del territorio e delle persone.
  • Rilanciare il sud, le periferie e i comuni italiani “abbandonati” dalla politica attraverso una riqualificazione urbanistica e un piano di infrastrutture pubbliche moderne in grado di promuovere lo sviluppo economico e sociale.
  • Attuare il principio della funzione sociale della proprietà, attraverso il rilancio della forma societaria cooperativa, il working buyout e la partecipazione dei lavoratori e di tutti i portatori d’interesse nelle decisioni strategiche aziendali.
  • Abbandonare il dogma della crescita del PIL e adottare una misurazione alternativa basata su un sistema composito di indicatori – come ad esempio il Better Life Index dell’OCSE – che includa aspetti quali il supporto sociale, l’aspettativa di vita, la qualità dell’ambiente, il livello di libertà e corruzione.
  • Attivare la  redistribuzione dei dividendi del cambiamento tecnologico e attaccare la polarizzazione della ricchezza, attraverso interventi sulla fiscalità quali: la carbon tax, la Tobin tax; la web tax, ponendo finalmente fine allo scandalo dell’azzeramento della tassazione sui giganti del web (i cosiddetti GAFA Google, Apple, Facebook e Amazon); una azione di contrasto ai patrimoni nascosti nei paradisi fiscali; l’aumento della progressività sui redditi sopra il milione di Euro.

3. SOCIETÀ SOLIDALE, INCLUSIVA ED EQUA 


Aspiriamo a una società che sappia mantenere ed accrescere il benessere, la cultura e la civiltà di tutti i cittadini. Per questo vogliamo:

  • La tutela del patrimonio culturale e artistico e il radicamento della memoria storica, in ossequio alla Costituzione, ai valori della resistenza e dell’antifascismo. Vogliamo contrastare fenomeni di negazionismo e revisionismo storico che negli ultimi anni hanno avvelenato il discorso pubblico.
  • La libertà di esprimere la propria identità di genere e vivere il proprio orientamento sessuale per una piena realizzazione di sé di tutte le cittadine e i cittadini. Demolire gli stereotipi e i pregiudizi crescenti che alimentano il fenomeno della violenza omobitransfobica e minacciano i diritti fondamentali delle persone tramite un lavoro di sensibilizzazione della cittadinanza e la realizzazione di politiche mirate al riconoscimento delle famiglie arcobaleno.
  • La libertà di muoversi, spostarsi, cercare la felicità, salvare la propria vita o cercare di averne una migliore, in cui il multiculturalismo diventi una ricchezza per tutta la nostra società. Attraverso l’educazione, il diritto e la cultura bisogna tutelare la diversità in tutte le sue forme.
  • Assicurarci che il trasferimento di fondi statali si concentri sull’istruzione pubblica e che vengano rimosse le differenze tra nord e sud. Vanno inoltre ridotti drasticamente i tassi di abbandono nella scuola dell’obbligo e promossa ovunque l’accoglienza delle differenze. Un’istruzione che educhi alla cultura come strumento privilegiato per lo sviluppo della persona e del cittadino, innovi e promuova l’insegnamento delle materie scientifiche, offra percorsi di educazione ambientale, sessuale e sentimentale, accresca la consapevolezza, attuando pratiche di contrasto ad ogni forma di emarginazione e bullismo e trasmettendo valori di laicità, legalità, antifascismo e responsabilità civica.
  • Un’istruzione di qualità, con un progressivo adeguamento delle retribuzioni dei docenti e un numero congruo di professori e ricercatori per numero di studenti. Una formazione innovativa che educhi alla cultura e alla cittadinanza e, grazie all’affiancamento di nuovi modelli, possa predisporre strumenti di didattica alternativa e di acquisizione di competenze. È nostro obiettivi portare l’Italia ad essere uno dei primi paesi in Europa per investimento in università, ricerca e innovazione, invertendo l’andamento degli ultimi decenni. Vogliamo un sistema universitario universalistico e un’istruzione che garantisca dignità alla figura degli insegnanti, la gratuità dei suoi servizi di base e l’accesso all’università grazie anche alla progressiva abolizione delle tasse universitarie, nel rispetto del diritto allo studio. 
  • Una riqualificazione della sanità e dei servizi pubblici per cui le condizioni ambientali e socio-economiche garantiscano salute e riconoscano abilità o disabilità. Vogliamo una riduzione dei tempi d’attesa attraverso un aumento dell’organico della sanità pubblica e l’adozione di una strategia efficace al fine di azzerare le disuguaglianze nei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio. Va rinegoziata e ripensata, anche a livello europeo, la politica farmaceutica, in cui le rendite di posizione delle multinazionali gravano sulla spesa pubblica e privata. 
  • Metodi innovativi e investimenti in tecnologie verdi ripensando alle legislazioni – per la sostenibilità e per l’emergenza – disegnando, sviluppando e implementando politiche di transizione che garantiscano i diritti di base per una vita dignitosa (alloggi, sanità, istruzione, coesione sociale, migrazione legale, ecc.)
  • Processi di attuazione e valorizzazione delle autonomie “non differenziate” e del municipalismo partecipato, di pari passo con politiche che rafforzino la coesione nazionale, in sinergia con le istituzioni europee, anche utilizzando piattaforme che consentano di condividere buone pratiche amministrative, informazioni, idee, soluzioni e progetti mirati all’occupazione e al lavoro di comunità, in una cornice di economia circolare e rigenerativa.

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