PER UNA POLITICA DI ACCOGLIENZA CONTRO L’ACCORDO ITALIA-LIBIA

DiEM25 Italia
giovedì, Ottobre 31, 2019, Uncategorized
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Da Aiello del Friuli, una proposta concreta per l’accoglienza dei richiedenti asilo.

Nel momento in cui si chiede a gran voce la sospensione degli sciagurati accordi con la Libia, molti domandano quale alternativa proporre. In realtà una possibilità già esiste e si chiama – o meglio si chiamava – SPRAR, Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati. Si tratta di un metodo che riesce a rispondere a tutte le obiezioni, comprese quelle tradizionali della destra.

L’esperienza diretta vissuta nel piccolo Comune di Aiello del Friuli, in provincia di Udine, di circa 2200 abitanti, dove 14 persone si alternano negli appartamenti messi a disposizione dai paesani, conferma questa sensazione. Ancor più significativa è la realtà di Trieste, dove sono centinaia gli accolti, e quella di almeno un altro migliaio di comuni italiani, il cui numero resta limitato per il mancato inserimento dell’iniziativa negli ordinari percorsi dei servizi sociali e per le non poche difficoltà burocratiche cui si è stati costretti sia dal Governo Gentiloni che, ancora di più, dal Conte1.

L’immediato scioglimento degli accordi libici insieme all’altrettanto immediata cancellazione della vergogna dei due Decreti Sicurezza Salvini/Conte1 devono accompagnarsi a una convinta riproposizione del metodo SPRAR, con questo o con altro nome, a condizione che si rispettino le regole sulle quali è stato costruito.

Una proposta che corrisponde alll’idea del municipalismo radicale, essendo il Comune dove avviene l’accoglienza l’unico titolare del procedimento che inserisce nell’anagrafe le generalità dei nuovi venuti. In questo modo l’ente locale ha l’intero controllo sulla gestione del servizio che viene affidato ordinariamente, sulla base di una regolare gara d’appalto, a consorzi competenti ed efficaci. I finanziamenti provengono dal Ministero degli Interni e sono totalmente trasferiti dall’ente titolare all’ente gestore, con una rendicontazione capillare fino all’ultimo centesimo.

E’ rispettoso della dignità dei migranti e dei residenti, che riescono – dato il numero sostenibile di presenze – a costruire relazioni reciproche di solidarietà e amicizia, nel rispetto dei percorsi di ricerca del lavoro e della sistemazione abitativa di ciascuno.

Consente risultati straordinari, basti pensare che solo nel caso di Aiello in un anno e mezzo quasi tutti coloro che sono entrati all’inizio del progetto triennale (settembre 2017) hanno trovato una soddisfacente occupazione lavorativa e alcuni di essi hanno già avviato le pratiche per il ricongiungimento familiare. Inutile dire che non c’è stato alcun problema di “sicurezza”, mentre si sono realizzate significative sinergie tra le varie componenti della vita di paese, ente pubblico, associazioni, consorzi e cooperative.

Insieme a Gianfranco Schiavone, avvocato triestino tra gli ideatori e fondatori del “sistema”, abbiamo potuto presentare lo SPRAR come una potenzialità anche al di fuori dell’Italia, percorrendo – grazie a un’illuminata intuizione dell’INCE (Iniziativa Centro Europea) – le capitali dei Balcani e incontrando esponenti della politica e della società civile di quei Paesi, tutti disposti – in caso di un’eventuale riapertura della rotta balcanica, a riflettere concretamente su questa opportunità anche nel caso di nazioni che finora sono state più “di passaggio” che obiettivi stanziali.

Se si guardasse al Comune di Aiello per stabilire una proporzione, si potrebbe dire che in Italia potrebbero trovare posto in modo estremamente accogliente e funzionale a una reciproca integrazione circa 400.000 richiedenti asilo e rifugiati ogni anno. Se poi ci si rapportasse al numero di abitanti nell’Unione Europea, potrebbero trovare sistemazione e aiuto all’ingresso nei processi lavorativi e residenziali quasi 4 milioni di richiedenti ogni anno.

Altro che bilancini per dividersi tra le grandi potenze europee qualche centinaio di naufraghi la cui vita è stata salvata dal coraggio delle Ong che hanno sfidato i disumani divieti dei governi: è grazie alle loro ricerche per mare che non è aumentato il tragico numero di coloro che hanno terminato l’esistenza in fondo al Mediterraneo!

Andrea Bellavite, sindaco di Aiello del Friuli, iscritto a Diem25 e membro della neocostituita Rete degli Amministratori di DiEM25 per il Municipalismo Radicale

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