Perché essere al Baobab, ancora, nel 2018 insieme a Yanis Varoufakis

Nella primavera del 2015, lungo una piccola strada secondaria di un quartiere popolare di Roma, un gruppo di cittadini e volontari davano vita a un presidio umanitario informale per l’accoglienza dei migranti in transito.
A distanza di tre anni, dopo centinaia di migliaia di arrivi in Italia, e migliaia di morti in mare e lungo le frontiere, centinaia di persone vivono ancora in una piccola tendopoli informale. I migranti di oggi non sono più quelli di allora, ma i volontari e le volontarie di Baobab Experience continuano ad accoglierli come tre anni fa, in un assordante silenzio istituzionale che, anch’esso, non è cambiato. Se c’è una differenza, tra allora ed oggi, è che, dopo diversi sgomberi della polizia, oggi questo presidio umanitario si è dovuto spostare in una zona della città ancora più periferica, marginale, ed invisibile.
Oggi c’è un nuovo Governo che si autodefinisce “del cambiamento”, ed un nuovo Ministro dell’Interno che dichiara di volere cambiare le cose insieme ad Orban. Un Ministro dell’Interno che ha annunciato un impossibile piano di reclusione e rimpatrio per centinaia di migliaia di migranti, che ha proposto di tagliare radicalmente i fondi per il sistema di accoglienza, e che non ha speso una sola parola sull’omicidio di un sindacalista maliano avvenuto il tre giugno in Calabria: un immigrato regolare che si batteva contro la schiavitù del lavoro nella filiera agroalimentare delle campagne.
Se questo è il cambiamento che questo Governo vuole portare in un’Europa in cui il vento della xenofobia e del razzismo soffia sempre più forte da Est ad Ovest, e in cui ci si divide su tutto tranne che sull’innalzare ed esternalizzare frontiere sempre più omicide, allora è proprio da questo piazzale da cui bisogna ripartire, dopo tre anni, per testimoniare il fallimento complessivo delle politiche migratorie europee.
Testimoniare, da qui, insieme a Yanis Varoufakis, che a distanza di tre anni nulla è cambiato – se non in peggio – significa denunciare non solo il rigurgito nazionalista e xenofobo di un nuovo Governo, ma il fallimento di un intero sistema europeo di politiche delle migrazioni che ha accettato qualunque compromesso morale, da parte di qualunque Governo di qualunque Paese membro, pur di difendere un folle tentativo di chiusura delle proprie frontiere. Un sistema che non ha trovato altra soluzione ai propri fallimenti che trasformare il tema delle migrazioni in una irrazionale ed isterica visione emergenziale e securitaria, comodo alibi da utilizzare per nascondere il disastro complessivo di decenni di quelle politiche neoliberiste che hanno perpetuato ed alimentato povertà, diseguaglianze, incertezza nel futuro e paura della diversità.
Apriamo il terzo spazio: la posizione di European Spring sulle migrazioni
Premessa: alcuni dati. il Libano, da solo, ospita 1 milione di rifugiati con una popolazione di 6 milioni di abitanti. Secondo i dati UNICEF, nel 2016 sono stati registrati in Europa 2 milioni e 100 mila rifugiati che hanno avuto risposta positiva alla loro richiesta di asilo rispetto a una popolazione di 500 milioni di cittadini Ue. Bisogna sfatare il mito che alcuni media italiani ed europei hanno creato intorno alla questione migratoria sull’impossibilità di accogliere: questo è possibile ed è necessario regolamentare a livello Ue i flussi migratori.
Per fare un esempio, un sondaggio del 21/03/2017 riportato dal sito UNICEF, riguardante la percezione della presenza di rifugiati in Grecia, ha registrato che circa la metà della popolazione ellenica credeva che i rifugiati fossero più del triplo – 200 mila – rispetto al numero effettivo di 60 mila.
Il quadro generale. European Spring propone di creare una società globale più giusta, con meno conflitti, diseguaglianze e meno cause di migrazione involontaria. Ma dobbiamo anche essere pronti ad accogliere coloro che arrivano in Europa, ed è per questo che chiediamo l’istituzione di un sistema di Asilo Comune paneuropeo nel pieno rispetto del TFUE, della carta dei diritti fondamentali, della Convenzione di Ginevra e di altri obblighi di legge internazionali. Il sistema richiederà a tutti gli europei di rispettare il principio di non respingimento.
I tribunali europei detengono ancora il diritto degli stati membri di deportare i richiedenti asilo nei loro paesi d’origine. Nel 2017 in Europa sono arrivati 170 mila migranti e uno su quattro erano dei minori. Il nuovo governo M5S – Lega ha proposto nel contratto di governo un piano per il rimpatrio dei migranti. L’espresso ha calcolato che per realizzare tutti i rimpatri, servirebbero 27 anni di voli per 500 mila migranti: un’operazione disumana con inutili ed esorbitanti costi.
Per una gestione umana dei richiedenti asilo. Ai paesi europei deve esser dato il compito di facilitare il riconoscimento reciproco delle decisioni positive in materia di asilo e il rapido trasferimento degli status di protezione all’interno dell’UE in modo che rifugiati e richiedenti asilo possano stabilirsi dove hanno migliori prospettive occupazionali, legami familiari più forti o migliori competenze linguistiche.
L’accoglienza. Il sistema di accoglienza degli stati membri è completamente abbandonato al livello nazionale e in assenza di alcun tipo di standard minimo europeo, in molti paesi i centri di accoglienza si sono trasformati in luoghi di emarginazione sociale e negazione dei diritti umani. Noi chiediamo che questo abbia fine. I centri di detenzione devono essere chiusi e le autorità devono garantire l’accesso all’assistenza sanitaria fisica e mentale a tutti i rifugiati e richiedenti asilo, con i finanziamenti dell’UE subordinati al rispetto delle norme. Per questa ragione, la gestione dell’accoglienza non deve essere messa nelle mani delle forze di polizia, ma da delle istituzioni e dei servizi che si occupano di welfare, sanità, assistenza sociale, istruzione: European Spring propone la de-militarizzazione della gestione dell’accoglienza.
Comunità migrante – comunità ospitante. La nostra sfida non è solo quella di accogliere i nuovi arrivati, ma anche di costruire legami con le comunità di tutta Europa. Dobbiamo considerare i diritti e i bisogni delle comunità ospitanti tanto quanto quelli dei migranti. L’integrazione è un processo a due lati. Introdurremo un nuovo programma di integrazione e investimenti che indirizzi i finanziamenti dell’UE alle municipalità che accolgono i nuovi arrivati nelle loro comunità.
Diritto voto dei residenti. E’ ingiusto che milioni di migranti e rifugiati lavorino in Ue e paghino le tasse regolarmente senza diritti. European Spring propone di includere queste persone nei processi decisionali del loro paese di residenza e nel concreto proponiamo di dar loro il diritto di voto alle elezioni politiche nazionali, europee e ai referendum.

Il terzo spazio contro l’Europa fortezza

Contro la diplomazia “accomodante”. Da una parte l’establishment Ue s’indigna pubblicamente verso i regimi autoritari nelle zone nevralgiche del mondo che violano i diritti umani o le regole della democrazia, mentre dall’altra gli stati membri prendono accordi con gli stessi regimi per mantenere i richiedenti asilo fuori dall’Europa e per vendere armi.
In questo senso, chiediamo la fine del crudele Accordo sui rifugiati UE-Turchia che ha prodotto terribili conseguenze umanitarie su decine di migliaia di persone oggi costrette a insostenibili condizioni di vita nei campi delle isole greche.
Chiediamo la fine degli accordi con le autorità locali libiche e le milizie, la risoluzione degli accordi per la formazione e l’equipaggiamento delle guardie costiere libiche. Così come chiediamo la risoluzione degli accordi con i governi corrotti e autoritari del Ciad, del Niger e della Libia.
Chiediamo l’istituzione di un’operazione europea di ricerca e salvataggio (ESRO – European Search and Rescue Operation) in sostituzione di Frontex, orientata a salvare, accogliere e introdurre i migranti in Europa.
Sospensione esternalizzazione frontiere esterne. Chiediamo l’immediata sospensione di qualsiasi esternalizzazione delle frontiere dell’UE e dei controlli sulla migrazione, per poter consentire a tutte le persone di richiedere protezione sul territorio europeo.
Smantelliamo l’accordo di Dublino III: European Spring condanna il disumano l’accordo di Dublino III mentre invece valuta come migliorativa la riforma di suddetto accordo votata a larga maggioranza dal Parlamento europeo, che rispecchia il principio di solidarietà previsto dai trattati con la ripartizione automatica e permanente dei migranti tra gli stati membri.
Chiediamo l’apertura di canali umanitari e legali di ingresso in Europa, la creazione di un sistema di visti umanitari che consenta l’accesso al lavoro e la permanenza nei nostri paesi in condizioni di legalità e non di marginalizzazione.
Chiediamo che venga riconosciuto il ruolo delle ONG e delle organizzazioni di base e che venga impedita ogni forma di criminalizzazione della solidarietà.
Questi sono alcuni dei punti che la lista transnazionale sta affrontando sul fronte migrazioni. Dopo il 13 giugno a Milano, sarà pubblicata la versione completa del programma che verrà messa a disposizione delle iscritte e degli iscritti che vorranno emendarla e o commentarla fino a metà agosto. Ci vediamo a Roma martedì: https://www.facebook.com/events/844237245786332/ e a Milano mercoledì: https://www.facebook.com/events/1973644286040585/
Carpe DiEM!
Giampiero Obiso (Baobab Experience)
Eleonora Vasques (Collettivo Nazionale DiEM25 Italia)
 
 

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