L’ennesima ultima spiaggia

Il prossimo week end L’Italia andrà al voto per il rinnovo del parlamento, in quelle che abbiamo già descritto come le elezioni politiche più inusuali che abbiamo avuto nella storia repubblicana del Paese.

Una campagna elettorale estiva e davvero poco frizzante ha scatenato pochi entusiasmi e rinsaldato la scarsa fiducia che i cittadini italiani ripongono oramai nei propri rappresentanti.

La destra, certa della vittoria, ha preferito cercare di tenere un profilo basso per evitare l’effetto polarizzante e un “patto repubblicano” da parte degli avversari. Poche idee – stanche, vecchie e desuete – tante rassicurazioni e qualche piccolo problema di fascismo palesato con troppo anticipo. Sanno che vinceranno, e in larga misura.L’unica incertezza sta negli equilibri interni: se Lega e Forza Italia dovessero riuscire a fare un buon risultato a scapito di Fratelli d’Italia si corre il rischio di fornire abbastanza numeri per un nuovo governo tecnico (PD + centristi + Forza Italia + parte della Lega Nord) e questo è l’unico spauracchio che vogliono scongiurare.

La novità del polo neoliberale spera in una bassa affluenza per gonfiare un risultato che – secondo i sondaggi – sarà tra il 5% e il 7%. Pochissimo considerato che dominano ogni prima pagina di giornale e telegiornale da più di due mesi. La loro promessa al PD era: correre da soli, attaccare il PD per poter strappare voti al polo di destra ma si sono già dichiarati ampiamente disponibili a governare con la Meloni se necessario dopo il voto (e nessuno ha alzato un sopracciglio tanto è stata grande la sorpresa).

Il Partito Democratico, vistosi rimontare nei sondaggi dal Movimento 5 stelle, ha dato una sterzata a sinistra alla propria campagna elettorale, ma la credibilità di chi sconfessa le proprie politiche degli ultimi 10 anni nei pochi mesi prima del voto è pari a zero. Le loro liste restano piene di personaggi e parlamentari che restano fedelmente di fede liberista e nessuno si aspetta davvero una loro repentina conversione una volta eletti. Il Partito Democratico resta il principale responsabile delle politiche che hanno azzoppato il Paese nel recente passato e questo verrà difficilmente dimenticato.

La lista Sinistra – Verdi ha scelto di allearsi al Partito Democratico (e con Di Maio) e così facendo ha compiuto una scelta tattica che ne vanifica ogni credibilità e identità politica.

Il progetto è puramente elettorale e con l’unico obiettivo dichiarato di mandare una sparuta pattuglia in parlamento.

Non avranno nessuna possibilità di spostare a sinistra il baricentro del PD, nè di contrattare politiche progressiste ed ecologiste in un’eventuale coalizione di governo.

Questa operazione ha come unico obiettivo il permettere la sopravvivenza di progetti politici fallimentari e delle relative – ed ugualmente fallimentari – dirigenze.

Il Movimento 5 Stelle è in leggera ripresa nei sondaggi (più che altro per la scarsissima qualità delle alternative mainstream) e prova a rilanciarsi come alternativa al sistema dopo aver costantemente perso pezzi interni per 5 anni che hanno sottolineato l’inconsistenza ideologica di partenza, ma dopo aver governato con la Lega Nord e con Draghi (in un governo in cui sono risultati assolutamente inconsistenti e con nessuna forza contrattuale) hanno dimostrato più volte di aver tradito lo spirito iniziale del movimento e di non essere in grado di rappresentare efficacemente il cambio di direzione di cui l’Italia ha bisogno. Il fatto che il loro unico ministro (Cingolani, negazionista climatico al Ministero della transizione ecologica) ora circoli come nome possibile per un governo Meloni, la dice lunga sulla loro efficacia al governo.

L’unico soggetto esterno al Parlamento è rappresentato dalla lista di Unione Popolare, che è riuscita a raccogliere le firme necessarie a presentarsi nonostante il pochissimo tempo a disposizione grazie ad uno sforzo encomiabile dei suoi militanti. La proposta politica è l’unica degna di nota in quanto alternativa allo status quo in cui viviamo ma la genesi del progetto, nato a ridosso delle elezioni sulla scia del risultato alle presidenziali francesi di Jean-Luc Mélenchon, e l’imprevedibilità delle scelte del suo leader hanno mostrato più di un limite per un progetto di opposizione credibile e di lunga durata.

Queste elezioni giungono così con una offerta politica che definiamo “povera” solo per gentilezza. Saranno facilmente le elezioni con la più bassa affluenza di sempre: il Paese vive problemi così grandi e così inascoltati da parte di media e circo politico che, nonostante decenni di intorpidimento e assuefazione a causa del ristretto circolo di giornalisti che decide l’agenda setting del discorso pubblico, non riesce davvero più a vedersi rappresentato da idee, discorsi, politici che puzzano di vecchio, di elitario, di oligarchia.

Gli sforzi compiuti nell’ultimo anno da parte dell’establishment per sabotare la partecipazione (bocciando referendum di provenienza popolare e promuovendo quelli di origine partitica, rifiutando lo SPID per la raccolta firme) lo confermano.

DiEM25 lo sa  e ricopre una parte importante nella rete di oltre 600 associazioni e realtà sociali che stanno organizzando una grande manifestazione a Roma il prossimo 5 novembre per dare finalmente un volto e una visibilità a un pezzo sempre maggiore di Paese che non può più aspettare, e che non si sente assolutamente rappresentata.

DiEM25 sta costruendo in tutta Europa una alternativa partitica radicale, razionale e credibile che possa portare quel cambiamento in tutto il continente e nelle singole nazioni di cui abbiamo disperatamente bisogno, a cominciare dalla Grecia (dove sediamo già in Parlamento), per seguire in Germania e presto anche in Italia e in altri Paesi.

Da settimane stiamo elencando sui nostri social i tantissimi temi e proposte che riteniamo essere fondamentali per migliorare le nostre vite, con la campagna Parliamo di cose serie.
Alcuni di questi temi sono anche parte dei programmi di qualcuna delle forze prima elencate, che domenica ci troveremo a votare.

Ma dal giorno dopo parte una nuova stagione.

Una stagione di lotta, di opposizione, certo.
Ma dovrà essere una stagione in cui faremo chiarezza su tante menzogne che ci vengono propinate da anni.

Una stagione in cui DiEM25 ci sarà e da protagonista.

 

 

 

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