Giornata Mondiale contro l’AIDS: La forza della politica non convenzionale

La storia dell’AIDS è una storia di movimenti di base e pandemie.

Ci sono centinaia movimenti locali, nazionali e transnazionali LGBTQIA+ attivi in tutto il mondo che lottano per la salute, il benessere e il riconoscimento delle persone arcobaleno in tutto il mondo. Ma pochi ricordano cosa é stato a fare sorgere un immagianrio così forte e potente: le rivolte di Stonewall e le successive marce dell’Orgoglio – e, soprattutto, i movimenti e le organizzazioni di base che sono sorti come risposta alla pandemia di AIDS che, fino ad oggi, ha causato 35 milioni di vittime, rendendola una delle malattie più letali della storia dell’umanità.

I numeri: 38 milioni di persone vivono con l’HIV, 1,7 milioni di persone sono infettate ogni anno, 690.000 muoiono per cause legate all’HIV ogni anno e ci sono 12,6 milioni di persone che non hanno accesso alle cure.

La Giornata mondiale dell’AIDS, la prima giornata mondiale della salute, è stata istituita nel 1988 dopo 7 anni di intenso attivismo iniziato nel 1981 nell’appartamento del drammaturgo e attivista gay Larry Kramer. Questo ha portato alla fondazione di Gay Men’s Health Crisis e più tardi all’ACT-UP.

L’accettazione e il mainstreaming dell’agenda LGBTQIA+ era iniziata prima di allora e l’opinione pubblica stava cambiando. Si erano create comunità forti e attive intorno ai bar e ai club di San Francisco e New York, e la comunità LGBTQIA+ aveva già iniziato a organizzarsi e si stava trasformando in un movimento quando è scoppiata la crisi dell’AIDS.

Questa divenne un’opportunità non solo per riunirsi e combattere, ma anche un modo per mettere in discussione il significato della vita gay e il modo in cui essa era stata costituita, sia dall’interno che dall’esterno. Gli uomini e le donne gay avevano imparato a fare dell’emarginazione e degli insulti una chiamata alle armi e un modo di ripensare l’identità.

“Se ci comportiamo come quelli dell’altra parte, allora noi siamo l’altra parte. Invece di cambiare il mondo, tutto ciò che otterremo sarà il riflesso di quello che vogliamo distruggere”.

– Jean Genet, Il balcone, 1956

La lotta per la rilevanza politica e sociale, per la sopravvivenza e la libertà di auto-identificarsi è una lotta continua per las comunità LGBTQIA+.

c’é bisogno di un conronto costante con le istituzioni e i governi ostili, così come con le organizzazioni religiose di tutto il mondo.

C’è stato un prima e un dopo Larry Kramer e l’ACT-UP nel mondo della medicina, come ha testimoniato il dottor Fauci, che all’epoca era direttore dell’Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie Infettive presso gli Istituti Nazionali di Sanità e ora fa parte della Corona Virus Task Force. È una testimonianza di ciò che possono fare i movimenti di base e le pressioni politiche organizzate intorno al dissenso. Ispirato dal movimento afroamericano per i diritti civili, l’ACT-UP ha usato tattiche simili per sensibilizzare e cambiare l’opinione pubblica e costringere i politici ad agire: boicottaggi, disobbedienza civile nonviolenta, marce e manifestazioni.

Durante gli anni dell’amministrazione Reagan e della Thatcher nel Regno Unito, l’AIDS ha colpito in modo preponderante gli uomini gay, i tossico dipendenti, la comunità afrodiscendente e i sex-workers. Gli ultraconservatori hanno trascinato i piedi e hanno attivamente ritardato la presa d’atto dell’epidemia. Se si confrontano le tempistiche del COVID-19 con le risposte all’AIDS, diventa evidente come la volontà politica crei e influenzi la trasformazione della società e i programmi di ricerca e di finanziamento.

Dai primi casi di AIDS, popolarmente noto come ‘Cancro Gay’, nel 1981, Ronald Reagan ha impiegato fino all’ottobre 1987 per riconoscere pubblicamente l’epidemia, a quel punto erano già morte quasi 30.000 persone. Era un periodo di omofobia dilagante e di attacchi virulenti da parte delle chiese evangeliche e dei pastori profondamente conservatori, che vedevano nell’AIDS una grande opportunità per spingere la loro agenda reazionaria e demonizzare l’omosessualità. Ronald Reagan faceva gioco con la sua base elettorale, come ha fatto Trump, nel negare di riconoscere e di agire su di una crisi sanitaria che ha colpito soprattutto le comunità emarginate e razziate.

Questo tipo di politica si è trasformata in programmi amministrativi e politiche federali, il che significava che mancavano i finanziamenti per la ricerca, mentre l’educazione alla salute sessuale era spesso proibita per motivi morali e religiosi. Questo e il rifiuto della Chiesa cattolica di sostenere le pratiche del sesso sicuro a livello globale hanno causato sofferenze e morte indicibili per milioni di persone fino ad oggi.

“Abbiamo tutto ciò che serve per salvare il nostro mondo, tranne la volontà di farlo. Avrebbe dovuto essere semplice – lottare per i nostri diritti, prenderci cura di noi stessi e degli altri, essere orgogliosi di noi stessi, essere orgogliosi di essere gay. Questo dovrebbe essere ciò per cui ogni persona gay sta lottando, sette giorni su sette”.

– Larry Kramer, 2019

Qualcosa che tutti possiamo imparare dai successi e dai fallimenti della lotta contro l’AIDS è il potere di una politica non convenzionale.

Dall’attivismo decennale dell’ACT-UP e di altre organizzazioni possiamo vedere quanto sia importante che la resistenza, la politica di strada e di base diventino un modo di fare politica e non solo un modo di reagire alla politica della crisi dell’agenda neoliberale. L’impegno costante, la partecipazione e i processi democratici sono efficaci: lo sviluppo e il dispiegamento di farmaci sperimentali per combattere l’HIV è stato in gran parte il risultato della politica non convenzionale degli attivisti e delle organizzazioni guidate dal popolo.

Proprio come per l’AIDS, è nelle popolazioni emarginate e razziate che COVID ha dimostrato di avere il più pesante impatto negativo e distruttivo. Popolazioni che probabilmente saranno le ultime in coda per l’implementazione globale dell’azione preventiva (vedi come COVID ha un impatto trasversale sulle popolazioni a seconda della classe, del sesso, della razza) così come il vaccino.

Le persone che vivono con l’HIV/AIDS hanno maggiori probabilità di vivere e lavorare in condizioni in cui la distanza fisica non è un’opzione. Entrambe queste epidemie si muovono lungo le linee di faglia delle disuguaglianze.

Il tema dell’osservanza di quest’anno è “porre fine all’epidemia di HIV/AIDS”: Resilienza e impatto”.

La stigmatizzazione dell’HIV e dell’AIDS persiste ancora oggi e molti ignorano ancora i fatti relativi alla trasmissione e alla protezione. Molto resta ancora da fare nella ricerca, nell’educazione, nelle campagne di sensibilizzazione e nelle leggi per proteggere i più vulnerabili:

Per capire di più sulla Giornata Mondiale dell’AIDS e mostrare solidarietà con le milioni di persone che vivono con l’HIV/AIDS in tutto il mondo, suggeriamo le seguenti risorse:

World AIDS Day

 

European resources for combating HIV and AIDS:

  1. European Centre for Disease Prevention and Control
  2. WHO Europe

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